Storia

E' merito del Regio Comitato Talassografico Italiano la realizzazione dell'Istituto Sperimentale Talassografico (denominato inizialmente "Istituto Centrale di Biologia Marina") il 10 dicembre 1916. L'Istituto fu costruito nell'area della penisola di San Raineri, luogo strategico individuato dal Regio Comitato. Ha rappresentato un centro di studi di biologia marina tra i più prestigiosi sulla fauna ittica dello Stretto di Messina.
Le motivazioni che hanno portato a programmare sulle rive dello stretto la costruzione dell'Istituto risiedono proprio nella straordinarietà del sito dove "la quantità di svariatissimo materiale da studi che in un dato tempo può pescarsi in questo Stretto, è straordinariamente più elevata di quella che nello stesso tempo e con uguali mezzi può raccogliersi in posti lontani da queste acque" (Luigi Sanzo: discorso inaugurale 1916).
Con la Legge n. 1179 del 27 giugno 1929 il Regio Comitato Talassografico Italiano passò dal Ministero della Marina al Consiglio Nazionale delle Ricerche.
La Delibera del 3 aprile 1941 del Consiglio Nazionale delle Ricerche mutò la denominazione dell'Istituto Centrale di Biologia Marina in Istituto Talassografico di Messina.
Il Decreto luogotenenziale del 1 marzo 1945 n. 82, relativo al riordinamento del CNR, ha trasferito al Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste i tre Istituti Talassografici di Messina, Taranto e Trieste.
Con la Legge 625 del 1 luglio 1954 ne fu definita la posizione di Ente di diritto pubblico e gli fu assegnata la denominazione definitiva di "Istituto Sperimentale Talassografico di Messina".
Con il D.P.R. n. 439 del 4 luglio 1977 è stato nuovamente incorporato nel Consiglio Nazionale delle Ricerche.
Con P.O. n. 16020 del 15 ottobre 2001 è confluito nell'Istituto per l'Ambiente Marino Costiero del CNR, assieme ad altri quattro preesistenti istituti:
- Istituto di Ricerca Geomare Sud di Napoli, oggi sede dell’IAMC,
- Istituto Talassografico “A. Cerruti”, oggi U.O.S. di Taranto,
- Istituto per le Risorse Marine e l’Ambiente di Mazara del Vallo, oggi U.O.S. di Mazara del Vallo, con sede di servizio a Castellammare del Golfo
- Istituto di Cibernetica e Biofisica di Genova, oggi U.O.S. Sistemi Sensoriali e Ambiente Marino di Oristano.
Le ricerche prevalentemente perseguite si riferiscono sia al vasto piano di studi inteso alla conoscenza dello sviluppo dei teleostei marini, assegnato all'Istituto sin dalla fondazione, sia a studi sulla morfologia, anatomia, ecologia ed etologia, nonchè su problemi di pesca alla cui risoluzione non può mancare l'apporto delle conoscenze biologiche.
I risultati delle prime ricerche, condotte fondamentalmente da Sanzo, su uova e larve dei murenoidi e sui leptocefali che spiaggiano lungo le rive dello Stretto di Messina portarono alla conoscenza di vari stadi di sviluppo ancora nuovi ed incerti, che furono utilizzati da Grassi per descrivere tale gruppo di teleostei.
Di fondamentale importanza, inoltre, è da considerare lo studio condotto sulla distribuzione delle papille cutanee nei gobidi che portò nuova luce nella complessa sistematica del gruppo, stabilendo caratteri diagnostici precisi e sicuri nel gran numero di specie mediterranee. Tra i gruppi di teleostei di rilevante importanza economica, sono da ricordare le ricerche descrittive di uova, stadi embrionali, post-embrionali e giovanili del tonno (Thunnus thynnus), del pesce spada (Xiphias gladius), dell'alalunga (Thunnus alalunga) e del palamito (Sarda sarda).
Le ricerche condotte sotto la guida di Sanzo non si limitarono allo studio della fauna ittica dello Stretto di Messina, ma si estesero a quella di diverse zone del Mediterraneo (Ionio-Tirreno, 1912-1914) e di mari lontani come il Bosforo, il Mar di Marmora, il Mar Nero (1919), il Mar Rosso e mari adiacenti (1923), nel corso di crociere idrobiologiche organizzate dell'Istituto con l'impiego di navi della Marina Militare. Notevoli furono i risultati ottenuti nella comprensione degli scambi faunistici tra il Mediterraneo ed il Mar Rosso e tra questo e l'Oceano Indiano.
