I tesori dello Stretto al centro delle ricerche del Talassografico
Luogo mitico che ha ispirato leggende e storie senza tempo, ecosistema unico al mondo, lo Stretto continua ad essere oggetto privilegiato di studio e di attenzione da parte di biologi e non solo. E con il convegno "Tutto Stretto: la ricerca tra tradizione e modernità", promosso giovedì negli splendidi locali del Talassografico, si è posta l'attenzione sullo stato della ricerca che l'Istituto per l'ambiente marino costiero svolge. «L'Istituto – ha ricordato la direttrice, la dott. Lucrezia Genovese – conta 40 professionalità tra ricercatori, dottorandi, post-dottorandi e assegnisti che svolgono un lavoro nella direzione di una costante tutela e valorizzazione dell'ambiente marino. Dallo studio delle energie rinnovabili che si possono realizzare sfruttando le correnti, alle ricerche sui batteri o sul lago di Faro come modello per lo studio del Mediterraneo». Il convegno è stato organizzato in sinergia con l'Università, ed è la prima volta che l'Istituto dedica un approfondimento esclusivo all'area dello Stretto, coniugando ecologia e biologia. Tanti gli interventi proposti a cominciare dal suggestivo exursus del prof Franz Riccobono sui fenomeni dello Stretto nel 700 grazie agli studi ed alle immagini di Antonio Minasi mentre il prof Emilio De Domenico dell'Ateneo ha delineato le meraviglie dello Stretto con immagini e foto subacquee. Il dott. Filippo Azzaro del Cnr – Istituto per l'ambiente marino costiero, ha ispiegato il fenomeno dell'upwelling nello Stretto, la risalita di organismi che popolano gli abissi mentre gli aspetti legati alla biodiversità sono stati approfonditi dalla dott. Nunzia Carla Spanò dell'Università. Una panoramica degli studi attualmente in corso è stata offerta dai dottori Paola Rinelli, Maria Genovese, Alessandro Bergamasco e Simone Cappello. Spazio anche alla musica e all'eno-gastronomia. Nella terrazza sullo Stretto infatti Slow Food Valdemone ha organizzato un buffet selezionando per l'occasione alcuni pesci che popolano lo Stretto in questa stagione come il "sugarello pittato" meglio conosciuto come "sauro nero" o i totani e l'alalunga, proponendoli con ricette tradizionali, come la pasta di farina di carrube con alici. «Preparando questi piatti vogliamo anche rendere consapevoli i consumatori che è preferibile consumare il pesce di stagione del nostro mare – ha sottolineato Saro Gugliotta, fiduciario della condotta Slow Food Valdemone – piuttosto che portare sulle tavole pesce spada che arriva da altri mari, presente nello Stretto solo fino ad agosto». In chiusura il concerto multimediale "Il colore dei suoni" che ha visto esibirsi al fagotto Salvatore Palmeri, al pianoforte Fiorella Miracola, col supporto tecnico di Michele Mendola.
Elisabetta Reale
